Il deflettore di Star Trek ci porterà su Marte in sicurezza

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La nota serie sci-fi ha ispirato l’idea che potrebbe portarci su Marte.

Un deflettore come quello dell’Enterprise per proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche, e rendere possibili viaggi interplanetari. L’idea è venuta agli scienziati del Rutherford Appleton Laboratory (Regno Unito), che sperano così di risolvere un problema che attualmente rende l’esplorazione spaziale impraticabile per l’Uomo.

I raggi cosmici infatti possono provocare danni molto gravi al corpo umano e causare anche la morte. È quindi necessario trovare una schermatura adeguata prima anche solo d’ipotizzare un viaggio verso Marte, per non dire ancora più lontano. Ci sono anche altre questioni da risolvere, come quella dei costi e della durata del viaggio, ma si ritiene che quello delle radiazioni sia il problema più rilevante.

Il deflettore ipotizzato dagli scienziati britannici ricorda in qualche modo quello che abbiamo visto in tanti episodi di Star Trek, e sostanzialmente riprende ciò che fa il campo magnetico terrestre: vale a dire deviare e assorbire i raggi cosmici, evitando che ci raggiungano. I ricercatori hanno infatti ideato una mini magnetosfera e finora hanno realizzato un modellino, dopo una simulazione al computer mostrata l’anno scorso a Lisbona. Il prossimo passo è applicare tutto a una scala più grande.

Quello della mini magnetosfera non è l’unico metodo possibile per proteggersi dai raggi cosmici; si potrebbe ottenere lo stesso risultato per esempio con spesse lastre metalliche, ma chiaramente il veicolo spaziale sarebbe molto più pesante. Un’altra idea interessante è quella di creare uno scudo usando acqua, cibo ed escrementi; c’è chi pensa di metterla in pratica già nel 2018, sfruttando l’allineamento tra Marte e la Terra, per mandare due persone sul pianeta rosso con un viaggio di circa 500 giorni.

Ecco quindi che “la scienza ancora una volta segue la fantascienza. Gli autori di Star Trek avevano capito che una nave spaziale con equipaggio umano avrebbe avuto bisogno di una protezione dagli effetti dannosi delle radiazioni cosmiche”, si legge sul sito dedicato al progetto, dove si può trovare anche un PDF con alcuni dettagli sulla ricerca.

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