Star Trek 3: si guarda al mito di Adamo ed Eva

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Star Trek 3
Star Trek 3

John D. Payne fornisce le prime indicazioni sul prossimo capitolo della serie, il primo senza la regia di JJ Abrams. L’equipaggio dell’Enterprise sarà posto di fronte a un dilemma per il quale non esiste la risposta giusta.

Quando arriverà Star Trek 3, il primo capitolo senza la regia di JJ Abrams? Fra due anni, ancora non è dato sapersi quando di preciso, ma si sa che il co-sceneggiatore John D. Payne sta lavorando alla prima stesura della sceneggiatura in questo momento. TrekCore ha pubblicato un breve video registrato nel corso del LDS Film Festival che è tenuto ad Orem, nello Utah, circa un mese fa (la clip è visibile in fondo all’articolo).

Payne rivela che a fine febbraio c’è stato un incontro con Paramount ed è arrivata la luce verde, per cui i lavori sono ufficialmente in corso. Payne, Roberto Orci e Patrick McKay avranno dodici settimana per consegnare il testo. Esiste già un canovaccio di base, per cui i tre si divideranno i segmenti per completare il tutto a maggio. “Non siamo sotto pressione — rivela Payne — perché il film è previsto per il 2016, in occasione del cinquantesimo anniversario di Star Trek“.

La conversazione è poi entrata più nel merito della trama, su cui ovviamente Payne non può dire nulla. Ma alla domanda se il prossimo Star Trek seguirà il trend generale di affidarsi agli effetti speciali e alla tecnologia per risolvere gli aspetti conflittuali della storia, lo sceneggiatore ha risposto: “Può capitare che, lavorando con materiale ad alto tasso di effetti speciali, l’aspetto legato ai personaggi finisca per assomigliare più a una discussione filosofica sull’animo umano piuttosto che essere un elemento fondamentale della trama, dove i personaggi vengono calati in situazioni complesse e devono prendere decisioni combattute”.

Non sarà ovviamente così per Star Trek 3, anzi gli sceneggiatori vogliono anche superare il cliché del protagonista-eroe, evitando di reiterare il messaggio rassicurante che “ognuno di noi è un piccolo eroe. Stiamo costruendo una situazione in cui i membri dell’equipaggio, tutte persone buone e con le loro credenze, dovranno interpretare un’opportunità e lo spettatore ne esplorerà i due lati. Quest’ultimo farà poi una scelta, si schiererà da questa parte o dall’altra, ma potrebbe realizzare che la sua decisione rappresenterebbe il male”.

Payne cita nientemeno che il mito di Adamo ed Eva: “Mangiare il frutto o no? Ci sono ottime ragioni in entrambi i casi. Tutto il film giocherà su questo filo, con l’obiettivo di far uscire gli spettatori dalla sala con il dubbio: è stata la scelta giusta o no?”. Insomma, l’equipaggio dell’Enterprise verrà posto di fronte a un bivio dove non si può fare una netta distinzione fra bene o male, ma esiste solo il minore dei mali. Indicazioni sufficienti per iniziare a indovinare quale potrebbe essere la storia o il cattivo del prossimo Star Trek? A voi la parola.

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