Star Trek: Discovery, le prime notizie ufficiali sulla seconda stagione

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La guerra è finita, è il momento di esplorare, scoprire nuove civilità e diventare parte integrante del canone. Nella prossima stagione scopriremo i membri del ponte di comando, il capitano Pike e avremo tutte le risposte alle domande rimaste in sospeso nella prima stagione.

Alla recente WonderCon tenuta in quel di Anaheim, California, gli showrunner di Star Trek:Discovery Aaron Harberts e Gretchen J. Berg si sono rivelati una fonte di preziose informazioni sul futuro della serie, a cominciare da una fondamentale scena tagliata dall’ultimo episodio intitolato Will You Take My Hand? per passare agli aspetti che vogliono approfondire nella stagione due.

Welcome to Section 31

Un nome che nell’universo di Star Trek ha sempre creato non poche controversie aveva fatto il suo ingresso sul finale di stagione nella scena che potete vedere qui sopra, in cui l’attore Alan Van Sprang (Shadowhunters) compare nel locale che scopriamo viene gestito dalla Georgiou (Michelle Yoeh) dell’universo specchio, dopo la separazione finale con Burnham (Sonequa Martin-Green).

Originalmente prevista come finale di stagione, ora la scena è diventata parte dell’inizio della prossima e l’attore è già stato confermato di ritorno in un ruolo che ricorda molto il Nick Fury di Samuel Jackson negli Avengers.

Per chi non la conoscesse, la sezione 31 era sta introdotta in Star Trek: Deep Space Nine, dove compariva in nove episodi, per poi apparire anche in Star Trek: Enterprise e nel film Star Trek Into Darkness. Si tratta di una organizzazione dedita a operazioni di sicurezza speciali, gestita da civili della Federazione che però non deve (nè vuole) tenere conto delle regole e dei limiti della suddetta, spesso operando con metodi che definire poco ortodossi sarebbe un eufemismo.

Far parte della Prime Timeline

O semplicemente, l’arco narrativo canonico stabilito con le serie e i film originali, mentre i film made in JJ Abrams sono definiti come parte della Kelvin Timeline, ovvero una sorta di realtà alternativa.

I due autori hanno ammesso di essere consci di quanto la loro tecnologia sia diversa, e di come la stessa astronave funzioni in modo diverso. Non a caso la stagione due sarà l’occasione per raccontare come la Discovery faccia parte del canone e rispondere fin dall’inizio a tutte le domande rimaste senza risposta.

Ma, concludono, a loro piace l’idea di poter andare a visitare altri universi di tanto in tanto.

Un tono più Trekkiano

La prima stagione, nata da un’idea dello showrunner poi fuoriuscito Bryan Fuller, era ambientata nel contesto di una guerra, un periodo diverso da quello visto nella serie originale. Non era mai stata loro intenzione di creare situazioni scioccanti fini a sé stesse, erano parte inevitabile della situazione. Ma nella prossima stagione, Discovery diventerà una serie più dedicata alle esplorazioni e alla diplomazia, nonché all’approfondimento dei personaggi.

L’Enterprise

La supervisore agli effetti speciali visivi Tamara Deverell ha raccontato quanto tempo abbiano passato nel voler ricreare l’Enterprise all’interno del loro universo, passando dal design originale della serie per poi concentrarsi su quello dei film originali, in cui è più grande e più larga. Per cui, per far si che fosse allo stesso livello della Discovery, hanno dovuto per così dire imbrogliare, rendendola più grande di quanto non sia nella serie classica.

Pike

Ansom Mount era arrivato alla ribalta con la serie western Hell on Wheels della AMC, per poi inciampare nella poco riuscita Marvel’s Inhumans. Ora sarà il nuovo capitano Pike, ovvero il predecessore di Kirk, che nell’arco della saga ha avuto il volto di Jeffrey Hunter nel pilot originale della serie classica, intitolato The Cage, per poi essere interpretato da Sean Kenney nell’episodio The Menagerie, che non solo riutilizzava parte delle sequenze di The Cage, ma mostrava Pike avanti con gli anni e confinato su una sedia a rotelle comandata dal pensiero. Infine, nella Kelvin Timeline di Abrams ha avuto il volto di Bruce Greenwood. Il produttore esecutivo Alex Kurtzman ha voluto comunque sottolineare che, per quanto l’Enterprise sarà parte della stagione, non metterà in ombra la vera protagonista: la Discovery e il suo equipaggio.

Gli approfondimenti

I due autori hanno raccontato che scopriremo ulteriori dettagli sul pianeta e sulla vita di Saru (Doug Jones), nonché di come Burnham abbia reagito all’attacco terroristico che ha ucciso i suoi genitori, ma soprattutto, avranno finalmente modo di dare profondità ai membri dell’equipaggio del ponte di comando, a cominciare dalla misteriosa tenente comandante Airiam (Sara Mitich). Inizialmente definita semplicemente come un robot, poi passata a aliena avanzata tecnologicamente, è diventata infine ufficialmente una umana avanzata tecnologicamente e finalmente il suo personaggio avrà lo spazio che merita, insieme agli altri, che per ammissione degli showrunner erano finiti in secondo piano a causa dell’arco narrativo principale interamente dedicato alla guerra con i Klingon. E anche su di loro verrà data una spiegazione al diverso look rispetto a quanto visto nella serie classica.

Per concludere, la seconda stagione di Star Trek: Discovery sarà composta da tredici episodi e l’inizio delle riprese è previsto questo aprile, ma non esiste ancora una data di arrivo online ufficiale, anche se Kurtzman precedentemente aveva indicato che non la vedremo prima di un punto indefinito del 2019, proprio per evitare tutti i rinvii e e ritardi subiti durante lo sviluppo della prima.

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