Star Trek – Generazioni

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Star Trek - Generazioni
Star Trek – Generazioni

Nel 1994 la saga cinematografica di Star Trek inizia un nuovo corso con Generazioni, film nel quale diventa protagonista per il proseguio del franchise l’equipaggio della serie Star Trek: The Next Generation, andata in onda dal 1987 per sette stagioni e conclusasi proprio in quell’anno. Allo stesso tempo il titolo segna anche l’addio ad una delle figure storiche dell’universo trekkiano, William “Kirk” Shatner, che fa qui ritorno come guest star d’eccellenza accompagnato, in due brevi camei, da due ex compagni storici come James “Scotty” Doohan e Walter “Checov” Koenig. Niente da fare invece per altre figure passate come Leonard “Spock” Nimoy, De Forest “McCoy” Kelley e Nichelle “Uhura” Nichols proprio per il rifiuto da parte degli interpreti a partecipare poiché ritenevano che il copione non desse ai rispettivi personaggi il giusto spazio. Con un incasso di circa 200 milioni di dollari tra botteghino e vendita home video, il film ha raccolto un discreto apprezzamento da parte dei trekkies storici, nonostante la regia di David Carson, già dietro la macchina di presa di alcuni degli episodi televisivi, non mantenga sempre il giusto equilibrio.

I giorni di un futuro passato

Picard e Kirk nel Nexus
Picard e Kirk nel Nexus

Il capitano James T. Kirk, ormai in pensione, è presente , con gli amici Scotty e Chekov, come ospite d’onore al varo della USS Enterprise NCC-1701-B, nuova ammiraglia della flotta. La nave riceve una disperata richiesta di soccorso e, giunta sul luogo dal quale proveniva il messaggio, viene colpita da uno strano fenomeno energetico. Kirk, accorso a verificare i danni provocati dal fenomeno in una zona della navicella, viene considerato scomparso dopo l’esplosione di quel settore. Settantotto anni dopo, il capitano Picard ed il suo equipaggio, a bordo di un nuovo modello di Enterprise, ritrovano il relitto di un mercantile i cui passeggeri risultano tutti morti tranne il dottor Soran, un el-auriano in vita da oltre trecento anni. Il luminare è alla ricerca del nexus (lo stesso fenomeno col quale aveva avuto a che fare Kirk quasi un secolo prima), una sorta di eden emozionale eterno nel quale ogni uomo può raggiungere la massima felicità. Ma per raggiungere il suo obiettivo Soran, alleatosi con un gruppo di klingon ribelli, non esita a mettere in scacco gli uomini dell’Enterprise e a dare il via ad una folle missione che potrebbe condurre alla morte milioni di persone. Picard dovrà cercare in tutti i modi di fermarlo trovando un inaspettato alleato tornato dagli abissi del tempo.

Generazioni

Geordi LaForge in balia di Soran
Geordi LaForge in balia di Soran

Dopo il quarto film , Star Trek IV – Rotta verso la Terra, il viaggio nel tempo torna di nuovo a essere protagonista narrativo della saga. Questa volta niente contaminazioni umoristiche ma soltanto un sapore nostalgico e vagamente introspettivo che scava soprattutto nel passato tra i due uomini simbolo di due epoche come Kirk e Picard (cui presta naturalmente volto l’iconico Patrick Stewart). Lo spazio riservato agli altri personaggi è infatti limitato (con l’esclusione dell’androide Data, alle prese con una “svolta” emotiva del suo pensiero artificiale) e finisce per concentrarsi anche su risvolti inediti e prima poco approfonditi dei due capitani, che si troveranno ad unire le forze per sconfiggere il villain di turno (interpretato ottimamente da una guest star d’eccezione come Malcolm McDowell). Se è affascinante l’introduzione del nexus, ispirata in parte ad uno dei massimi capolavori della sci-fi di tutti tempi quale Solaris di Andreij Tarkovsky (a sua volta tratto dal romanzo di Stanislaw Lem), non si può dire lo stesso per ciò che riguarda la gestione del ritmo: Generazioni infatti manca di quel mordente avventuroso che aveva caratterizzato la maggior parte delle precedenti pellicole, affossato da una regia poco ispirata e più affine ad un episodio qualsiasi del piccolo schermo. Carson, pur avvantaggiato dagli ottimi effetti speciali che sembrano segnare un sensibile distacco, in positivo, dal passato, mantiene le atmosfere su una placida tranquillità ed è incapace di generare la tensione necessaria a coinvolgere lo spettatore, trascinando così verso un finale alquanto scontato. Lo stesso “colpo di scena” negli ultimi minuti manca del necessario pathos, fattore non da poco considerando che ci troviamo di fronte ad una delle scene clou di tutto l’universo trekkiano. Nonostante tutte queste imperfezioni la visione rimane comunque piacevole, ma con una sceneggiatura del genere si sarebbe potuto osare molto di più.

Conclusioni

Con due protagonisti d’eccezione come William Shatner e Patrick Stewart ed il carismatico villain di Malcolm McDowell, Generazioni avrebbe potuto ambire ad essere uno dei più importanti film della saga. Purtroppo la regia di Carson è fin troppo anonima e non sfrutta al meglio le potenzialità di una sceneggiatura sì imperfetta ma anche affascinante, che utilizza l’espediente temporale per mettere a confronto due figure storiche dell’universo trekkiano. I buoni effetti speciali e le discrete ambientazioni, oltre al piacevole sapore nostalgico, rendono comunque gradevole la visione agli appassionati, ma i rimpianti non mancano.

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